Inizia con questo articolo il nostro piccolo viaggio nel mondo delle “regole” formali da seguire in un evento. Parleremo di precedenze e di titoli. Vi sarà capitato di pensarci un attimo…. è più nobile un barone o un visconte, faccio accomodare prima il sindaco o il giudice ? Questa piccola guida per gli addetti ai lavori speriamo possa essere uno strumento utile a chi organizza eventi. Nella prossima puntata parleremo di come ci si siede a tavola. Dritti e con le spalle aperte ? Beh… quello ce lo diceva anche la nonna… ci dedicheremo invece alle posizioni di riferimento per gli ospiti sia durante un meeting sia durante una cena. Buon proseguimento !

 

Il “protocollo” è un argomento interessante e probabilmente quasi del tutto sconosciuto ai non addetti ai lavori. Si tratta fondamentalmente di un sistema organizzato di regole, criteri e modalità che permette ad un cerimoniale di esprimersi e prendere forma. In altri termini, il cerimoniale di un evento è il risultato finale della composizione delle regole di protocollo. Si tratta di elementi che in buona parte sono predefiniti ( ad esempio l’ordine di precedenza delle cariche pubbliche o gli appellativi utilizzati per gli ospiti ) e in qualche caso sono frutto di usi, abitudini e costumi ( ad esempio la disposizione degli ospiti a tavola ).

galateo-1E’ utile ricordare che tutto questo non ha nulla a che fare con il galateo, che è invece una dimensione di riferimento personale, inerente ai rapporti tra individui in funzione delle loro abitudini culturali, religiose ed etniche.

Si potrebbe dire, in altri termini, che il protocollo implica una diminuzione della libertà di espressione individuale, a vantaggio della correttezza generale e formale di un evento, eliminando quegli aspetti soggettivi che possono dare luogo ad interpretazioni. Tutto deve essere non solamente corretto, ma anche scevro da potenziali dubbi sulle intenzioni.

Ve lo immaginate un amministratore delegato che, durante le premiazioni di un evento, saluta alcune persone con una stretta di mano, altre con un bacio ed altre con un abbraccio ? Come minimo si potrebbe pensare che con alcune il rapporto è più stretto e con altre più distante…

La situazione si fa complessa quando tra i partecipanti al vostro evento ci sono cariche pubbliche, ma per fortuna viene in aiuto il sito web del Governo che definisce in maniera univoca l’ordine delle precedenze.

Queste precedenze devono inevitabilmente essere rispettate per non dare luogo a potenziali interpretazioni sull’importanza soggettiva dei singoli invitati.

berlusconi-michelle-obamaCome dovremo chiamare queste cariche ? Gli appellativi utilizzati nella corrispondenza e nelle relazioni interpersonali, sono frutto non più del protocollo ma della consuetudine. Qui di seguito riportiamo i più utilizzati:

Al Presidente della Repubblica: Signor Presidente

Ai presidenti del Senato e della Camera: Onorevole Presidente

Al presidente del Consiglio dei ministri: Signor Presidente / Onorevole Presidente

Al presidente della Corte costituzionale: Signor Presidente

Ministri: Signor Ministro / Onorevole Ministro

Sottosegretari: Signor Sottosegretario/Onorevole Sottosegretario

Deputati: Onorevole Deputato

Senatori: Onorevole Senatore

Ambasciatori stranieri: Signor Ambasciatore

Nunzio apostolico e Pro-Nunzio apostolico: Signor Nunzio o Signor Pro-Nunzio apostolico (nel testo della lettera o nel prosieguo della conversazione, invece, si utilizza Vostra Eccellenza Reverendissima)

Delegato apostolico: Signor Delegato apostolico

Presidente di Regione: Signor Presidente

Assessore Regionale: Signor Assessore

Prefetti: Signor Prefetto

Presidente di Corte d’appello, di Tribunale: Signor Presidente

Sindaco: Signor Sindaco

Presidente della provincia: Signor Presidente

Direttore generale: Signor Direttore Generale

Ufficiali: Grado Militare, preceduto dal “Signor”

se titolare del comando

Rettore: Magnifico Rettore

Preside di Facoltà: Amplissimo Preside

Professore universitario: Chiarissimo Professore

Professore non universitario: Illustre Professore

Questore: Signor Questore

Provveditore: Signor Provveditore

Sovrintendente: Signor Sovrintendente

Direttore provinciale: Signor Direttore provinciale

Emiro: Altezza serenissima

Papa: Santità, Santissimo o Beatissimo Padre (Vostra Santità nel testo o nella conversazione)

Cardinale: Signor Cardinale (Vostra Eminenza reverendissima nel testo)

Arcivescovo e Vescovo: Signor Arcivescovo / Signor Vescovo

(Vostra Eccellenza reverendissima nel testo)

Monsignore: Reverendo Monsignore

Parroco: Reverendo Parroco

Sacerdote/Frate: Reverendo Padre

Patriarca greco ortodosso di Costantinopoli: Santità

Dalai Lama: Santità

Imam (sunnita): Reverendo sceicco

Rabbino maggiore: Signor Rabbino Maggiore (Rispettabile Rabbino nel testo)

Rabbino capo: Signor Rabbino Capo

Rabbino: Signor Rabbino

Pastore: Signor Pastore / Signora Pastora

 

 

Altra considerazione interessante è in merito al livello di studio:

In Francia ad esempio ci si rivolge agli ospiti di sesso maschile con “ monsieur ”, in Germania con “mein herr”, in Inghilterra con “ sir “. In questi paesi, la laurea non da diritto al titolo di dottore, come avviene in Italia ( a meno che non si tratti di laurea in medicina o che non si sia ricercatori o docenti ).

Nel nostro paese è buona regola utilizzare l’appellativo di “dottore “ per tutte quelle persone per cui si ha la certezza del possesso di una laurea. Anche se, nel parlare comune, siamo un paese incline a promuovere “ sul campo “ livelli di istruzione meno alti. Insomma…. Un “ dottò “ non lo si nega a nessuno.

Attenzione però alle comunicazioni formali ( ad esempio nei programmi ufficiali ): l’abuso di un titolo è un reato penale, quindi massima attenzione a non proclamare, ad esempio, avvocati ed ingegneri se non hanno conseguito la relativa abilitazione. E per quanto riguarda l’onnipresente “ dottore “ ricordatevi di utilizzare il titolo solo se si tratta di una laurea conseguita in Italia, altrimenti dovrete utilizzare il nome del titolo conseguito all’estero, indicando l’Università frequentata.

Cosa succede invece con i nobili ? Per fortuna i titoli nobiliari non sono riconosciuti dalla Costituzione, quindi i titoli si utilizzano solo a livello informale e a titolo di cortesia. Questo è l’ordine di “ importanza “ definito dalla tradizione:

 

– Principe
– Duca
– Marchese
– Conte
– Visconte
– Barone
– Signore
– Patrizio
– Nobile
– Cavaliere ereditario

 

Di certo non è facile ricordarseli a memoria… tornaci a trovare se vuoi rinfrescare il ricordo e a presto per la prossima puntata sulle disposizioni degli ospiti a tavola e in un meeting !